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Chi è davvero una doula?

  • 19 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Presenza, ascolto e cura nelle soglie della vita


Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso della figura della doula. Eppure, per molte persone, resta ancora qualcosa di poco conosciuto, difficile da definire, quasi misterioso.


Allora chi è davvero una doula?

Una doula è una presenza, una donna che accompagna un’altra donna in un momento di trasformazione, vulnerabilità e passaggio.

Tradizionalmente la doula viene associata alla gravidanza, al parto e al post parto. Ma essere doula, per me, significa molto di più.

Significa esserci, creare uno spazio sicuro in cui una donna possa sentirsi ascoltata, vista, sostenuta senza giudizio. Uno spazio in cui non deve dimostrare niente, ma può semplicemente essere.

La doula non sostituisce medici, ostetriche o professionisti sanitari, non prende decisioni cliniche, non “cura” nel senso medico del termine, la sua forza è la presenza umana, l’ascolto profondo, l'empatia, il sostegno emotivo e pratico nei momenti in cui una donna attraversa una soglia importante della sua vita e le soglie non sono solo il parto.

Può essere una malattia, una separazione, un lutto, un cambiamento identitario, il diventare madre, il sentirsi perse, il dover lasciare andare una vecchia versione di sé per fare spazio a quella nuova.

Io stessa, nel tempo, ho compreso che il mio essere doula non si limita alla nascita di un bambino, ma accompagna le donne nelle loro rinascite interiori, ed è qui che la mia professione di infermiera e quella di doula si incontrano profondamente.

Per anni ho vissuto la cura attraverso il mondo sanitario: il corpo, la malattia, la gestione pratica, la responsabilità clinica e continuo a farlo, con rispetto e gratitudine, ma a un certo punto ho sentito che nella cura mancava qualcosa, mancava lo spazio per l’anima della persona, per le sue paure

il bisogno di sentirsi accolta anche emotivamente, e non solo assistita.

Come infermiera ho imparato a osservare i segni clinici mentre come doula ho imparato ad ascoltare ciò che non viene detto e oggi sento che queste due parti non sono in conflitto ma si integrano.

L’infermiera porta competenza, concretezza, sicurezza, presenza nella realtà pratica della cura, la doula porta ascolto, continenza emotiva, delicatezza, umanità, insieme creano uno spazio di cura più completo, più umano e più vero, perché nei momenti di fragilità estrema una persona non ha bisogno solo di procedure corrette ma ha bisogno anche di sentirsi riconosciuta nella sua esperienza umana. A volte basta qualcuno che resti accanto, che ascolti senza voler aggiustare tutto, che tenga la mano nel silenzio, che ricordi a quella donna che, anche nella vulnerabilità, continua a essere intera.

Forse è proprio questo, per me, il significato più profondo dell’essere doula, non salvare, non guidare, ma accompagnare, con presenza, con verità, con umanità.

Perché ogni donna merita di sentirsi meno sola mentre attraversa le sue soglie e forse, oggi più che mai, il mondo ha bisogno di tornare a ricordare il valore di questo tipo di cura.


Un forte abbraccio

Isabelle - Doula del femminile

 
 
 

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